A rischio i finanziamenti per la chiesa di Santa Sofia
Manca il progetto. Il commissario prefettizio corre ai ripari
mercoledì 14 dicembre 2011
9.32
C'erano i soldi, non c'era il progetto. E senza il secondo, anche i primi rischiavano di venir meno. Lo mette nero su bianco il commissario prefettizio Ciro Trotta, nella determina che boccia sul punto l'operato della giunta Divella (e forse pure i silenzi dell'opposizione) e rimette in moto l'iter che dovrebbe portare alla riqualificazione della chiesa di Santa Sofia.
Un passo indietro: era il dicembre 2009 quando veniva approvato il programma stralcio di interventi per l'area vasta. Nell'elenco degli interventi programmati, il recupero tecnico-funzionale ed il completamento dell'ex convento di Santa Sofia per una spesa di 2 milioni e mezzo di euro, garantiti dalla Regione attraverso i fondi europei.
Successivamente, nel maggio 2010 veniva individuato quale responsabile unico del procedimento l'architetto Felice Paolucci, allora dirigente della direzione servizi tecnici, al quale, insieme ad altri tecnici dell'ente, veniva poi conferito anche l'incarico della progettazione.
S'arriva così ai giorni nostri: un anno e passa dopo, il prefetto Trotta certifica il mancato avvio della progettazione. E per non perdere i finanziamenti correlati, corre ai ripari conferendo l'incarico di responsabile del procedimento all'architetto Caterina Natale, attuale responsabile del servizio lavori pubblici, ed affidando al geologo Sante Massimiliano Marroccoli il compito di procedere agli accertamenti geologici propedeutici alla progettazione senza la quale i soldi già incassati potrebbero dover essere restituiti al mittente.
Riuscirà Gravina ad evitare questo ulteriore smacco?
Un passo indietro: era il dicembre 2009 quando veniva approvato il programma stralcio di interventi per l'area vasta. Nell'elenco degli interventi programmati, il recupero tecnico-funzionale ed il completamento dell'ex convento di Santa Sofia per una spesa di 2 milioni e mezzo di euro, garantiti dalla Regione attraverso i fondi europei.
Successivamente, nel maggio 2010 veniva individuato quale responsabile unico del procedimento l'architetto Felice Paolucci, allora dirigente della direzione servizi tecnici, al quale, insieme ad altri tecnici dell'ente, veniva poi conferito anche l'incarico della progettazione.
S'arriva così ai giorni nostri: un anno e passa dopo, il prefetto Trotta certifica il mancato avvio della progettazione. E per non perdere i finanziamenti correlati, corre ai ripari conferendo l'incarico di responsabile del procedimento all'architetto Caterina Natale, attuale responsabile del servizio lavori pubblici, ed affidando al geologo Sante Massimiliano Marroccoli il compito di procedere agli accertamenti geologici propedeutici alla progettazione senza la quale i soldi già incassati potrebbero dover essere restituiti al mittente.
Riuscirà Gravina ad evitare questo ulteriore smacco?