Ferrante Maddalena, Giurista, Politico e Diplomatico
Ferrante Maddalena, Giurista, Politico e Diplomatico
Passeggiando con la storia

Ferrante Maddalena, Giurista, Politico e Diplomatico

Rubrica “Passeggiando con la storia” a cura di Giuseppe Massari

Nasce a Gravina in Puglia il 1676. Discendente di un'antica famiglia patrizia romana, fu il figlio del nobile Giustiniano Maddalena, cavallerizzo di Papa Alessandro VII e della regina Cristina di Svezia, trasferito a Gravina a seguito della famiglia Orsini, duchi di Gravina. Scrisse di lui il napoletano Pietro Napoli Signorelli, in parte seconda del "Supplemento alle vicende della Coltura delle Sicilie", diviso in tre parti, in Napoli, presso Vincenzo Orsini, 1793: "Benchè Ferrante fosse stato allevato alle lettere dall'abate benedettino Petronelli suo pro zio ad oggetto di tirarlo a vestire l'abito cassinese, potè alla morte di lui dar nuovo corso alla sua vita, e si condusse in Napoli, e s'istruì nell' erudizione e nella giurisprudenza, laureandosi in diritto con il celebre giurista Domenico Aulisio.

Spiccò singolarmente nella critica, nella diplomatica, nella scienza del governo e nella perizia delle antichità ecclesiastiche. Di lui si conservano, mai pubblicate, le dotte allegazioni sull'interdetto di S. Pietro a Maiella, sulle estorsioni derivate dall'uso dei campanelli dell'abadia di S. Antonio di Vienna, per i cittadini di San Severo contro il loro vescovo.
La di lui memoria era prodigiosa, continua il Signorelli, e ritenne con tal felicità gli annali e le storie di Tacito che ad ogni occorrenza poteva metter fuori le sentenze e i passi di quel grande storico politico. Fu in contatto ed amicizia con i più prestigiosi letterati dell'epoca: il duca di Flumari de Ponte, reggente della Gran Camera della Vicaria, Pietro Giannone, Nicola Capasso, Giambattista Vico, Antonio Genovesi, i Martini, il Mazzocchi, il Fragianni suo parente.

Né meno illustri furono i suoi allievi: Domenico Albanese autore delle Concordanze sopra Cujacio, l'abate Forziati difensore della piazza di Nido contro le intraprese del cardinale Spinelli, Ascanio Centomani ed altri". Intrattenne rapporti di amicizia con il cardinale Francesco Antonio Fini. Visse nella corte partenopea ricoprendo fino alla morte la carica di Giudice e di Primo Consigliere del re Carlo III.
Scrive Signorelli, concludendo il profilo biografico di questo nostro illustre concittadino: "In età di 74 anni e mesi otto e dieci giorni cessò di vivere il primo aprile 1754 e, con "accompagnamento di togati e giureconsulti", scrive il De Ninno nel suo Illustri Gravinesi, fu seppellito nella chiesa de' Pellegrini, alla cui fratellanza erasi ascritto dall'adolescenza. L' ornato di lui nipote ed erede Don Ferrante De Gemmis ottenne dalla penna del gran Mazzocchi l'iscrizione elegantissima, che si legge nella di lui sepoltura, dove fece collocarne l'effige".
Al dire di Ludovico Antonio Muratori, nella sua opera: "Raccolta delle vite e famiglie degli uomini illustri del Regno di Napoli", Milano, presso Marco Sessa, 1755: "fu costui un Ministro che menava i suoi giorni ad uso degli antichi filosofi: di sorte che il suo profondo sapere fu conosciuto molto tardi". La città natale gli tributò l'onore di intitolargli una via nel quartiere murattiano.
  • Giuseppe Massari
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